Campese, toponomastica in epoca napoleonica

Mappa toponomastica dal Sommarione napoleonico (1812) sui fogli del Catasto Stabile Austriaco (1812-1833)

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- Andreeta e d’Andreata. Antroponimo da Andrea.
- Boschetto. Piccola isola boschiva, in corrispondenza dei ‘masgeroni’ (masière) rilevati in mezzo alla ‘Campagna’.
- Brenta. Nome della contrada lungo la Brenta. Brenta Fiume “Brenta deriva da Brint, Prìnt Brintl, che in dialetto tedesco significa fontana. sorgente. Anche il greco Brun ha lo stesso significato e l’ ebraico bor che significa cisterna, o bur che significa pozzo.” (Sartori 1884, p. 235, nota 1). Altro significato: vaso (Lorenzi E., Dizionario Toponomastico Tridentino (DTT). Gleno, Roma 1932). Con il significato di alluvione, straripamento, secondo C.Battisti, il termine è limitato alla Valsugana (C.Battisti, Termini geografici dialettali raccolti in Trentino (TGD), Tridentum, VII,pp. 18 - 28, 1904. Zambotto P.Toponomastica, storia e folclore delle grotte trentine, da Natura Alpina, vol. 31, 1980 - N.22, II serie, pp.101 - 131, p. 116 numero 65). Va osservato che originariamente il nome del fiume è femminile, la Brénta, perché solo in tempi relativamente recenti è divenuto usuale dire il Brénta, con sottinteso riferimento a « fiume »; e che femminile è pure l’appellativo, la brènta « recipiente », poi si osserva che a Bassano e nei vicini paesi rivieraschi si tende a pronunciare il nome del fiume con la è aperta, Brènta, in armonia con le…vocali aperte del Vicentino, del Valsuganotto e di qualche zona del Veronese. Il fenomeno non deve essere sfuggito al Pellegrini, se annota come nei dialetti agordini l’appellativo nel senso di « recipinte » viene pronunciato con la é chiusa, brénta, invece di brènta, e che "oscillazioni del genere si notano in altre voci che risalgono al sostrato prelatino, passate probabilmente attraverso varie pronunce di popoli preromani (Melchiori, p. 95 – 96). Il primo scrittore, in cui troviamo Brinta è Venanzio Fortunato Valdobiadene 530 circa – Poitiers inizio secolo 7°): Hic tibi Brinta fluens iter est, Retenone secundo. … Ego imperitus de Ravena, progrediens Padum, Athesim, Brintam, Plavem, Liquentiam, Tiliaventum tranans (Vita B. Martini Episcopi et epistola ad Gregor. Episc.Turenensem).
- Broletto. A Campese broeto è una antica strada delimitata da muri laterali a Primolano un piccolo orto recintato. A Campese è presente anche la variante broja. In genere si intende campo o orto/giardino recintato con siepi o muri. “Noti sono i derivati di brogilos> brolo, ant. broilo, franc. breuil ’parco’ ’giardino’. Origine celtica (connesso col celtico b r o g a ’campo’); nel longobardo:braido; latino medievale: brodulum.
- Busa del Masarozzo. La ‘Busa’ è il valico, chiamato ‘Bocchetta’, che mette in comunicazione la montagna della ‘Campesana’ con la contrada dei ‘Casoni alti’ nell’alta valle del ‘Silan’; vi passava l’antica strada comunale che percorreva la montagna. La ‘Busa’ è appena al di là del crinale, in territorio censuario di Valrovina, ma di proprietà di abitanti di Campese con una grande pozza d’alpeggio cui è annessa una vasta ghiacciaia cilindrica con scala elicoidale e coperta con una falsa cupola. Masarozzo da maceries e indica il muro di pietre a secco che dalla ‘Bocchetta’ corre sul crinale fino ai prati sulla cima della Caina.
- Caette. Da scalette: i percorsi di discesa dal col ‘Brojà e dei ‘Sassi’in particolare le scalette selciate che scendono dalla corte abitata verso il sottostante terrazzo fluviale.
- Calesello de` Santi. Detto anche canesello: viuzza tra le case; ‘Santi’ è antroponimo da ‘Santo’.
- Campagna. La piana alluvionale tra i ‘Fietti’ e i ‘Vignali’ a nord del paese.
- Cartari. Toponimo prossimo ai masgeroni; è situato tra questi e la fontanela. Se i masgeroni sono una installazione dell’età del ferro e corrispondono con l’insula ezzeliniana e la fontanella è la sorgente, i cartari corrisponderebbero al villaggio, alla “città”. Cioè l’inspiegabile toponimo risalirebbe ad una radice che ritroviamo nell’aramaico qartà e nell’ebraico qeret, che significano città. Si tratterebbe quindi del luogo dell’antico villaggio. La base Kar(r) ha anche il significato di sassoso, pietra (Rousset, p. 58). In questo caso si tratterebbe dei “masgeroni” - terrazzi di pietra- forse un villaggio arginato, a Kart, con il significato di “sassoso” è da aggiungersi il suffisso in: ro(i).
Un altro significato potrebbe anche essere: ‘terreni dei Cartari’, cioè di una famiglia che avrebbe esercitato l’arte di fabbricare la carta, professione presente in Campese e nel Canale di Brenta; una famiglia con questo nome non è però conosciuta a Campese.
- Castel vecchio. Del ‘Castello’ è rimasto il mastio mozzato risalente al XIII° secolo e ritenuto di ascendenza ezzeliniana (Chemin 1995, pp. 141-142; Chemin 2006, pp. 29 - 31); vecchio in opposizione a castel nuovo.
- Castello. E’ il castel nuovo; insieme di due corti fortificate a cavallo della “nuova” strada a settentrione del paese.
- Cocurto. Col Curto da collis e dall’aggettivo curtus. Sotto ‘Colpiano’. La denominazione quasi certamente si estendeva all’altura con un piccolo pianoro dove sorge una corte di case sopra la contrada del ‘Castel Vecchio’. Significherebbe piccolo colle.
- Col Broja`. S>brujà (?), debbio ottenuto con ‘bosco bruciato’; però è contiguo a un brolo.
‘Colle bruciato’ o ‘Colle del brolo’(?); vedi ‘Broletto’.
- Col de Minelli. Colle con una corte di case. Minelli: antroponimo diminutivo di Cheminelli a sua volta di Chemin che viene da Jacomin diminutivo di Jacopo.
- Colle de` sassi. Costone montuoso sotto la ‘Costa Solana’ con banchi di roccia e detriti (sassi) calcarei.
- Colpiano. Col Piano. Pianoro di mezzacosta con pozza d’alpeggio e piccola sorgente ridotto a coltura e ad insediamento almeno in età tardo medievale.
- Contra` della Villa. Contrada al centro del paese con ampi appezzamenti di coltivi. Villa originariamente significava ‘fattoria con podere’ poi assume il significato di ‘villaggio’; ambedue i valori in questo caso sono pertinenti.
- Contrada de` Busi o dei Bosi. Prossima al nucleo di case con corte chiusa detta La Busa e inglobata nel sommarione napoleonico nella contrada di Castelnuovo. Sarebbe quindi da intendersi come insieme di ‘depressioni’ o ‘buche’; la natura del territorio è (era perchè ora la contrada è sconvolta e illeggibile per la speculazione edilizia) però pianeggiante. La base potrebbe essere un ‘Boso’ – ‘Busilo’ da un Gauzilo longobardo (Pellegrini, p. 236); a sua volta si aprono due ipotesi: da gauta cioè ‘goto’ o da gaiza cioè ‘punta di lancia o di freccia’ e questa era lo strumento simbolico usato nella manomissione dei servi (Francovich, pp. 88, 194). In questo caso si tratterebbe di un insediamento goto-longobardo, ipotesi verosimile vista anche la contiguità di altri insediamenti longobardi nella prospiciente Solagna e nel vicino Angarano; comunità di liberi sono citate nel diploma di Berengario del 917: “tam arimanorum quam aliorum liberorum hominum qui nunc in predicta valle Solane habitant aut habitaturi sunt” e qui siamo nella ‘Valle Solana’.
- Contrada degli Alberi. Strada degli Alberi è il nome dell’antichissima strada alta che collega la piazza della convicinia e il Castelvecchio con il confine settentrionale del paese; la ‘contrada’ è costituita dagli appezzamenti ridotti a coltura con masière a monte della strada.
- Contrada della Rea. E’ il nucleo di case a meridione del paese dove il torrente della Rea sfocia nella Brenta. Costituisce il centro paleoindustriale del Monastero di Santa Croce di Campese con maglio, mulini e cartiera. Risale almeno al XIII secolo ma quasi certamente è coevo alla fondazione del Monastero nel 1124-1127 o di pochi anni dopo (Chemin 1995, pp.102 – 108). Uguale nome ha la contrada nel comune di Pove al di là della Brenta di fronte alla confluenza della Rea.
- Contrada delle Stue. Stua significa ‘sbarramento di torrente’ (Olivieri, p. 140) e quindi anche ‘vasca’ o ‘laghetto’; nel 1600 sono testimoniati due laghetti per “serva d’acqua” che, sbarrando il corso della Rea e intercettando altre due sorgenti, immettevano l’acqua nella rosta che animava i mulini del Monastero posto nella Contrada della Rea (Chemin 1995, p.105). Attualmente i due “laghetti” sono scomparsi ma restano due piccole vasche che intercettano la sorgente Delle Stue.
- Cornolari. Ampia estensione di bosco tra il sentiero che va al ‘Masarozzo’ e le ‘Ghibbie’. Potrebbe esere un fitonimo dall’omonima pianta, ma un intero bosco di ‘cornolari’ è improbabile; è ipotizzabile che il nome si sia esteso dalle siepi confinarie di cornioli lungo il sentiero, all’intero bosco.
- Costa Solana. Costa di monte tra la ‘Stradella degli Alberi’, il ‘Col Brojà’, il ‘Col dei Sassi’, le ‘Laste’, a valle e la ‘Spissa’ a monte; in parte a solivo e in parte al posterno. E’ l’unico relitto toponomastico della “valle nuncupate Solane” del diploma di Berengario del 917, altro antico nome del Canale di Brenta.
- Croce Cagnina. E’ la grande croce sulla sommità del monte detto ‘La Caìna’. Cagnina/Cagina/Cajna/Caìna: da cadin, cioè circo o bacino roccioso e tale è la configurazione del luogo (Olivieri, p. 94, Semerano 2003, pp.. 51, 52, 49, 79.)
- Crosara di Brenta. Crosara: incrocio; Brenta: vedi sopra.
- Crosara di Lugari. Crosara: incrocio; per Lugari attualmente è in uso la forma Ugari come soprannome di una famiglia. Si potrebbe ipotizzare una incerta derivazione la lucus da cui Lughi come si trova a Campolongo e Solagna nell’accezione di ‘bosco’.
- Fietti. Nome della piana settentrionale di Campese presso la Brenta. Da flexus, latino fluo, greco fligos, arabo faala, ugaritico fi (Semerano II, 2,p. 406; II,1, pp. 307-308) cioè ricurvo, piegato, riferito alla flessione o piega della Brenta che racchiude la campagna di Campese di fronte all’abitato di Solagna e della Torre. Anche: “trabocco a causa dell’acqua”, “innondato d’acqua”. Questo significato idronimico ci riporta ad un tempo in cui si è formata la piana alluvionale dei fietti o fietto che sono contigui all’ ‘isola’. Attualmente la Brenta scorre alcuni metri più in basso e non costituisce pericolo di innondazione; però i geologi, anche attualmente, tendono a classificare la zona “a pericolo di innondazione”. Siamo quindi in presenza di un idronimo molto arcaico riferibile ad una situazione del territorio risalente al tardo paleolitico (gravettiano?). Se ne ignorava il significato pur essendoci il tentativo di spiegarlo con “fertile” che lascia perplessi sia come derivazione linguistica che come specificazione del territorio (Pellegrini 1987, pp.37, 224-225.)
- Gerette. Piccolo pendio ghiaioso.
- Ghibbie. Canaloni (coregi) che scendono tra il ‘Cornon e la ‘Val Vecchia’ da ghebo/ ghibia con significato di ciò che prende acqua; cioè canale per l’acqua (Chemin 1995, pp.134 – 137). Paleolitico medio?
- Grote del Covolo. Grote con significato di ‘roccioni strapiombanti’. Covolo è il Covolo Grande detto anche con termine arcaico Cappello. In Canale di Brenta Covolo indica una grande cavità rotondeggiante scavata nella roccia.
- Grotelle. Piccole cavità sotto il crostone di puddinga della conoide di deiezione della ‘Val Vecchia’.
- I Sassi (aste di Finco sotto Prè Marin). Da distinguersi dal ‘Col dei Sassi’; sono i grandi lastoni verticali di roccia con ai piedi un ghiaione di sfasciume dove la montagna della ‘Campesana’ si chiude sulla Brenta.
- Isola. Da insula. Striscia di terra delimitata in parte da un ‘agger’ di ‘masieroni’ alti poco meno di due metri e larghi circa un metro risalenti probabilmenti all’età del ferro, ne rimangono dei relitti dopo le distruzioni operate per installare una microzona industriale. Corrisponde all’insula ezzeliniana donata al Monastero di Santa Croce di Campese nel 1216 (Verci 1778, n.LXXXV, pp.162-163).
- Laste (Castelvecchio). Nudi piani rocciosi fortemente inclinati.
- Laste (Confine con Campolongo). Nudi dirupi rocciosi verticali.
- Le Grote. Cavità sotto il crostone di puddinga sul fondo della ‘Val Vecchia’.
- Malmulero. Ora detto Marmolaro. Da una base mar- mal: muro, rampa, muraglia. Il monte è così. Marmolaro da marmo è lectio facilior e un fenomeno di attrazione.
- Masarozzo. Attualmente Maso Rosso con evidente deformazione. Masarozzo da maceries e indica il muro di pietre a secco che dalla ‘Bocchetta’ corre sul crinale fino ai prati sulla cima della Caina. Però il sommarione indica con questo toponimo un’area fortemente parcellizzata del bosco e servita da un sentiero da cui l’interpretazione come maso cioè di luogo coltivato con abitazione temporanea, deve trattarsi di: maso del masarozzo contratto in Maso Rosso.
- Massi de Laste (Sopra la Nassa).Sono i dirupi sopra la sorgente della ‘Rea’.
- Monastero. E’ l’abbazia fondata nel 1124 da Ponzio di Melgueil ex Abate di Cluny; il toponimo comprende i fabbricati, gli orti e i broli dentro la cinta murata del monastero (Chemin 1995, pp. 6 – 7, e passim).
- Piazza. Attualmente declassata a ‘Piazzetta’ dopo le modifiche urbanistiche di fine ‘800 con lo spostamento della piazza presso la ‘Crosara de’ Lugari’. E’ il piccolo nucleo arcaico del paese sulla via verso la Pieve di San Martino.
- Polimonte. Da Post- montem?. E’ la testata della ‘Vallina’ con un intenso frazionamento del bosco dovuto ad usurpi da parte degli abitanti del comune a danno del ‘Bosco di Santa Croce’ all’interno di quel bosco di castagni; il luogo è ‘al di là della cresta rocciosa’ del Malmulero/Marmolaro. La base PAL/PEL indica cima rocciosa (Rousset p. 125 ss).
- Pra` della Rea. Il grande prato tra San Martino e le Stue con la Rea che scorre al margine inferiore; è legato alla leggenda della “campana d’oro” (Chemin 1995, p. 74).
- Rea. E’ la grande sorgente di Campese e il “canale” detto ‘la Rea Comune’ che raccoglie tutte le acque del sistema carsico dalla Nassa alle Stue. Da una base RON, corso d’acqua, ciò che bagna-irriga (Rousset 1991.p.168ss.). REHA: colei che si versa dall’accadico rehu: riversarsi (Semerano 2003, pp. 86, 288.). Viene accostata anche a Reitia, la divinità sanatrice dei venetici.
- Riva Brenta. Toponimo presso il guado tra la locanda/osteria della contrà dei Busi e la Sega di Pove-Solagna.
- Ronchi Grandi e Ronchi piccoli. Ronco: da runcare, operazione di taglio del bosco per la messa a cultura. E’ una operazione di messa a cultura al margine inferiore del bosco lungo la strada comunale di Valcapriana che attraversa il bosco di San Martino e della Campesana.
- Rovolè. Da rova: area franosa (Pellegrini 1987, p. 262). Il toponimo si estende oltre il crinale nel comune censuario di Valrovina e il luogo è caratterizzato da ghiaie e da balze rocciose.
- S.Martino. Chiesa di epoca longobarda/franca; dalla fine del secolo XII pieve della sinistra del Canale di Brenta e di Cismon e della valle omonima.
- Spessa. Silva spissa cioè bosco folto o invece da ‘spezzata/spessata’ ‘recinto’ di tronchi tagliati o il luogo dei tronchi tagliati e questa ultima interpretazione corrisponderebbe con uno dei tanti tagli effettuati nel 1600; la silva non si addice al luogo pietroso e duro.
- Stradelle. Non è luogo di “strade” trovandosi a ridosso del ripido crinale tra ‘Cornon’ e ‘Caina’; la d è dovuta a una italianizzazione di Straelle da collegarsi con strame, cioè con un scarso raccolto di fieno per ‘stramatico’. La località era detta anche ‘ai barchi’ nel senso di precari ricoveri temporanei “sub diu” per chi raccoglieva lo strame.
- Terrero. Attualmente Teraro. Corrisponde ad un’area parcellizzata su un quasi pianoro sotto il filone del ‘Dosso Vallina e Terrero’ e corrisponderebbe ad una ‘terra coltivabile’ (Olivieri, p. 116), cioè a un pascolo; è anche una ‘costa che piega’. Potrebbe anche derivare da un fitonimo: da tajaro, teaio, teario, plurale teeri: tiglio tigliaro; anche dal tardo latino taliare, da cui tajero: da taglio, ceduo.(Lorenzi 1932, alla voce; Zambotto 1980, p.119).
- Trozo Grande. Strada mulattiera tra Colpiano e la Vallina; le parcellizzazioni a valle ne hanno mutuato il nome. La mulattiera a valle delle parcellizzazioni del bosco era selciata.
- Val di S. Martino. Un piccolo solco vallivo che sfocia a ridosso della pieve di San Martino; nel tracciato inferiore è caratterizzato dalla presenza di un luogo sacro arcaico con un lastrone di pietra che porta incise le ‘impronte’ del ‘piede di San Martino e dello zoccolo del suo cavallo’ (Chemin 1995, p. 74 ss.).
- Val Vecchia. E’ un profondo solco vallivo che scende dal Covolo Grande o Grotta Cappello, finisce a Col Piano dove con molta probabilità si trovava un “vecchio” insediamento abitativo di mezzacosta. La Tavoletta di Campese provviene, pur fuori stratigrafia, dalla Val vecchia (Chemin 1995, p.3).
- Vallina. Da intendersi come ‘Valle Piccola’ rispetto alla vicina ‘Val Vecchia’..
- Viazzola. Viasoa. La lectio facilior è ‘Via Sola (solitaria)’ o ‘piccola strada’; il sedime stradale, nel tratto rimasto è piccolo rispetto alle strade attuali ma usuale per le vecchie strade, non è neppure ‘solitaria’ perché congiunge parecchie corti tra loro vicine. Nel catasto del 1812 l’area di Viazzola è a ridosso degli abitati della Piazza e si estende con corti e piccoli coltivi alla parte meridionale del nucleo del paese, si configura quindi come una ‘piccola villa’ (vedi Contrada della Villa).
- Vignale. È l’ampia zona di coltivi, in parte su masière e su un antico terrazzo fluviale, a valle della ‘Stradella degli Alberi’ a margine del monte e del bosco. Il nome è dovuto alla preminente coltura della vigna.

Data di pubblicazione: 3 ottobre 2010
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