Chiesa e monastero dell’Invenzione della Santa Croce di Campese

Il complesso sorge nella parte meridionale del territorio campesano tra la costa del monte, dove tra i prati scorre l’acqua della Rea, e il corso della Brenta.

Il Monastero fu fondato da Ponzio di Melgueil, ex abate di Cluny, nel 1124.
Il luogo prescelto è vicino ad uno degli itinerari che attraversando le Alpi collegano la pianura veneta con il nord e i territori imperiali. E` in un punto chiave per il controllo dell’accesso alla sponda destra del Canale di Brenta, vi avevano proprietà e diritti il Vescovo di Padova, l’abbazia di S. Floriano, i Da Romano e altri signori della loro cerchia. Molto probabilmente il monastero insiste su edifici e installazioni precedenti. Ponzio costruì anche un ponte sulla Brenta.

Un tempo un muro di cinta circondava gli edifici con i giardini e i broli. Lungo il corso della Rea, sorgevano mulini ed officine di cui rimangono notevoli testimonianze.

Nel monastero gli edifici sono articolati attorno al quadrato del chiostro:
a Nord sorge la chiesa monastica; ad Est ciò che rimane, dopo notevoli ristrutturazioni, della sala capitolare con i soprastanti dormitori e una soffitta; a Sud le cucine ancora intatte nella ristrutturazione tardo quattrocentesca (si spera non subiscano inopportuni rimaneggiamenti), un piccolo refettorio e i piani superiori ristrutturati ad abitazione; ad Ovest le cantine, occupate ora in parte dall’edificio del Battistero.
Dell’ala rustica rimane un piccolo edificio ad Ovest staccato dal resto del complesso.
L’angolo Nord-Ovest del chiostro è occupato dall’edificio della “sacrestia nuova” costruita nel 1894.
L’attuale campanile fu costruito tra il 1904 e il 1907.

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Dell’acquedotto che alimentava una piccola peschiera e irrigava i coltivi, rimane la presa sul canale del mulino e la condotta sotterranea.

Ciò che rimane dell’antico complesso monastico si presenta nell’aspetto assunto dopo la ristrutturazione operata tra la fine del sec. XV e i primi anni del sec. XVI, quella degli anni ’80 del sec. XIX e altri interventi significativi che risalgono alla metà del sec. XX.

Delle antiche vie di accesso e comunicazione rimane, per ora, quella che collegava il guado sulla Brenta con la Rea e la strada che correva lungo il margine inferiore del monte.

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Testo in versione integrale

Data di pubblicazione: 15 agosto 2010
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