Cismon, toponomastica in epoca napoleonica

Sezione sul Canale di Brenta e sul Torrente Cismon. Toponomastica dal Sommarione "napoleonico" sulle mappe catastali "austriache"

Clicca sull'immagine sottostante per vederla ad alta definizione

- Abbate Pigna. Probabilmente: ‘al bate pigna’; bate da ‘battere’, pigna il frutto del ‘pino’? o ‘elevazione’?; comunque è un ‘coreggio’ del ‘Colle di san Marco’.
- Bosco della Madonna. Bosco sul versante sinistro del torrente Cismon appartenente al santuario della Madonna del Pedancino.
- Brenta, alla. Fiume; prima dell’invaso artificiale dellla diga del Corlo, localmente, era detto Brenta lo stesso Cismon. “Brenta deriva da Brint, Prìnt Brintl, che in dialetto tedesco significa fontana. sorgente. Altro significato: vaso (Lorenzi E., Dizionario Toponomastico Tridentino (DTT). Gleno, Roma 1932). Con il significato di alluvione, straripamento, secondo C.Battisti, il termine è limitato alla Valsugana (C.Battisti, Termini geografici dialettali raccolti in Trentino (TGD), Tridentum, VII,pp. 18 - 28, 1904. Zambotto P.Toponomastica, storia e folclore delle grotte trentine, da Natura Alpina, vol. 31, 1980 - N.22, II serie, pp.101 - 131, p. 116 numero 65). “Oggi si ritiene che il nome del fiume Brénta la Brinta di Venanzio Fortunato del secolo sesto e l’appellativo Brènta, col suo riduttivo maschile brènto, ormai quasi del tutto obliato, siano tipi linguistici parificati, almeno in origine, nonostante abbiano rispettivamente la é chiusa e la è aperta. Il significato è analogo: « corso d’acqua » il primo; « recipiente » il secondo. Certo ha opposto e oppone difficoltà la ! tonica del tardo latino dell’idrònimo Brinta, che dà come èsito –è chiusa: Brénta. Va tuttavia osservato che originariamente il nome del fiume è femminile, la Brénta, perché solo in tempi relativamente recenti è divenuto usuale dire il Brénta, con sottinteso riferimento a « fiume »; e che femminile è pure l’appellativo, la brènta « recipiente », anche se talvolta è stato usato il riduttivo maschile brènto, così come oggi si suole dire buco e buca popolarmente bufo e bufa pozzo e pozza popolarmente póz e pósa (con s sorda) a seconda che si tratti di oggetto con apertura stretta o larga. Qui poi si osserva che a Bassano e nei vicini paesi rivieraschi si tende a pronunciare il nome del fiume con la è aperta, Brènta, in armonia con le…vocali aperte del Vicentino, del Valsuganotto e di qualche zona del Veronese. Il fenomeno non deve essere sfuggito al Pellegrini, se annota come nei dialetti agordini l’appellativo nel senso di « recipinte » viene pronunciato con la é chiusa, brénta, invece di brènta, e che "oscillazioni del genere si notano in altre voci che risalgono al sostrato prelatino, passate probabilmente attraverso varie pronunce di popoli preromani "(Melchiori, p. 95 – 96).
- Brenta, sulle ghiaie della. Era l’area di divagazione della Brenta ora occupata dalla parte meridionale del Bosco delle Fontane.
- Camoggio. Italianizzazione di ‘camojo’: campo mollo; si trovava al margine della conoide del Col de Briti presso la Brenta in un luogo permeato d’acqua.
- Campagna, in. Area pianeggiante di fondovalle.
- Canal di Brenta (al). Toponimo riferito al ciglione prospiciente le pareti rocciose strapiombanti sul Canale di Brenta tra la Val Goccia e la Val Gallina.
- Canonica. Casa di abitazione del clero e per estensione anche le pertinenze.
- Canton della Piazza.
- Cao Villa. A capo della villa cioè del paese; in questo caso provenendo da sud.
- Cengia dei Peruca. Cengia, gradino di roccia; Peruca antroponimo dalla famiglia Peruzzo (Perusso), soprannome da peruca (parrucca) o da perussola (cinciallegra).
- Chiesa. E’ l’attuale chiesa parrocchiale.
- Cismon. Due basi: cis e mn. Cis o bis o vis sta per “vetta”, “parete”
Mon o Main sta per “acque del fiume”, Mu, ma’u = acqua (Semerano1984, pp. 722, 742, 769; cevenna= rocce delle sorgenti, p. 856).
Il significato dell’idronimo è: acqua tra le pareti montuose, acqua tra le montagne.
Il torrente Cismon ha questa caratteristica evidente in molti tratti del suo corso e in particolare quando confluisce nella Brenta.
Come oronimo vale: “muraglia di roccia presso l’acqua” e sarebbe il Col dei Prai.
Il paese, posto tra Brenta e Cismon, che ne ha il nome è tra l’acqua e le alte pareti verticali del Col dei Prai, della Gusella e della Rocchetta (Rochetta): accampamento[fortificazione sulla roccia]presso il fiume. Il toponimo si addice alla “Rocchetta”, sperone di roccia con ruderi di certa età romana e che controlla il Canale di Brenta e l’accesso al Grappa per la Val Goccia cioè: “strettoia- colatoio delle acque”.
Il sistema di controllo è: Piovega (Enego)-Tombion-Butistone, Pedancino, Cismon. Sul torrente Cismon l’abitato antico era nella zona di Portegheti-Colle di San Marco.
- Col Cucchetto. Presso il Corlo. Significa ‘altura tondeggiante’.
- Col de Briti. E’ l’ampia conoide, con pendenza non molto accentuata, della Val della Nassa. Breit, antico altotedesco: ampio, assimilabile al longobardo braida: campagna aperta (Francovich Onesti, p. 70), il luogo era coltivato come attestato dalla presenza di masière e di ricoveri temporanei oltre che da due piccole corti con case. Possibile anche il collegamento con il celtico briva con il significato di ponte (Pellegrini, p. 111), notando che a sud si trova la Val dei Ponti. E’ anche nome dell’omonima famiglia.
- Col dei Prai. Sommità arrotondate con estese praterie tra la val Goccia e il torrente Cismon.
- Col del Gallo. Vedi Val Gallina. Da calt da cui ‘calto’(Olivieri 94) ?.Meglio dalla base cal/gal con significato di ‘pietra’ e ‘altezza’ (Rousset, p. 38-39).
- Col del Moro o da Giaco Briti. All’inizio della Val Goccia-Cesilla sotto il Col dei Prai; si tratta di un antroponimo dal proprietario.
- Col della Paja. Sullo sperone roccioso sopra la Val della Nassa. Paja / pala: pendio prativo sulla sommità della montagna.
- Confine con Primolano. E’ vecchio confine settentrionale nei pressi del Covolo di Butistone.
- Confine. Alla Piovega, confine con il comune di Enego.
- Coreggio. In generale canale per le acque e anche per calare il legname. La contrada è l’impluvio dal paese di Cismon, dal Saccon e dalla contrada dei Moti.
- Corlo. Fitonimo da corulus/corylus: nocciolo (Olivieri, p. 55).
- Cristo. Capitello presso il Col dei Briti, presso al Brenta, lungo la strada regia postale; detto anche ‘Capitel roverso’.
- Crose. In Grappa. Croce confinaria sul Cancel di Cima tra i comuni di Cismon, Borso, Crespano. Ora: Cima Grappa.
- Crosera. Crocicchio di strade nel centro urbano di Cismon tra la via centrale e quella che va alla chiesa.
- Ghiaie della val dei Ponti. Ghiaie del vallegone della valle.
- Giaron. Ghiaione tra i dirupi del Col dei Prai e la Brenta a settentrione della contrada dei Moti.
- Giozza, Gozza. ‘Dozza’ da doza, dux – duce, : condotto d’acqua (Pellegrini, p. 328).
- Masieron della Gozza, Gozza e Masieron. Grandi masiere sotto la Rocchetta che fungono contemporaneamente da difesa idraulica e da postazione di controllo di epoca romana (III° secolo d.C. ?) e poi ezzeliniana (sec. XIII°).
- Gusella. Oronimo.Guglia rocciosa a guardia della Val Goccia: è l’emblema paesaggistico del paese.
- Madonna dell’Abbate Pigna. La grande parete rocciosa con ghiaione tra la valle del Cismon e la la Val Goccia.
- Madonna. Luogo dove si trovava l’antico santuario del Pedancino fino all’alluvione del 1748.
- Masiere. Si trovano presso i Porteghetti, un tempo luogo dell’Ospedale di San Marco del Cismone; manufatti da collocarsi, nella loro origine, alla presenza del piccolo monastero –dipendente da Santa Croce di Campese- annesso all’ospedale.
- Molini Vecchi. Mulini, oggi scomparsi, alimentati da una roggia derivata dal Cismon all’altezza del ponte presso il Pedancino sulla sponda sinistra.
- Moti. Da mota/mote: rialzi di terra; qui per difendersi dalle acque tra la Brenta il Giaron e il Coreggio;
- Peronere, alle. Tra Val della Nassa, i Briti, Val del Ponti. Ghiaione di deiezione con grosse pietre.
- Pian della Massari. Antroponimo dalla proprietaria dei mulini e rogge presso la sponda sinistra del Cismon.
- Pian della Val Gallina. Vedi Col del Gallo.
- Piani della Riva Longa. Masiere tra val dei ponti e il piano di Val Gallina a monte della strada regia postale (dentro Val Gallina).
- Piazza. Slargo della via centrale del paese.
- Piovega. Sulla sponda sinistra della Brenta a monte del Ponte della Piovega, dove ora si trovano i resti del forte del Tombion. Da publicum – a: strada non vicinale di diritto pubblico, ciò che è soggetto a “comandata o servigio feudale” (Olivieri, p. 85), gabella o dazio. Nelle pertinenze di Cismon il toponimo è stato sostituito con ‘Tombion’( vedi voce).
- Ponte del Cismon. E’ il celebre ponte presso il Pedancino, luogo di dazio di controllo, di deposito di merci.
- Porteghetti. Con il significato di portici. E’ l’antico Ospitale del Cismone presso il monasteriolo di San Marco. Reca ancora un’iscrizione che recita: “1682 porta averta per i poveri”; una “corte dei poveri” si trova presso l’ospitale di Primolano. 10 giugno 1199, testamento di Speronella moglie di Ezzelino il Monaco: “Hospitali de Cismone X libras” (Verci G.B., Codice Eceliniano, doc. 67, 10 giugno 1199).
- Pozzo. Da puteus. Contrada a ridosso della Brenta che riceve le acque del ‘Coreggio’ dall’impluvio del paese e del Saccon.
- Pra del Barco. Confluenza nella Brenta della Val della Giozza (Val Goccia). Da varco, con significato di passo e anche di ‘fossa’ e ‘piccolo argine’ (Olivieri, pp. 118 – 119); ma anche: “coperto di paglia a pendio, infilato e sostenuto da quattro stili di legno diritti e piantati in terra, sui quali s’alza e s’abbassa per tenere al coperto una massa di fieno o paglia” (Boerio, p. 64). Ambedue i significati sono possibili, il primo è anche suggerito dalla topografia del luogo.
- Ramon della Brenta o della Sega. Roggia con la presa al ponte sul Cismon sulla riva sinistra e che dopo aver animato le ruote delle Seghe confluisce nella Brenta.
- Rocca, dietro la. Imbocco della vallecola che a monte del paese di Cismon si insinua tra la Gusella e il Col dei Prai e da dove incomincia la strada mulattiera selciata che percorre la Val Goccia-Cesilla.
- Rocchetta. Postazione di controllo di epoca romana (III° secolo d.C. ?) e poi ezzeliniana (sec. XIII°), da cui il nome. “Imprimis unam rocam super villam Cismonís factam ad modum castri, et habet superius unam turrim”(Regestum possessionum, carte 164 r a). Sulla sommità si trovano i resti di un edificio. Il sito si caratterizza per essere su un alto dirupo roccioso di difficile accesso posto a controllo della Val Goccia- Val cesilla e quindi al Col dei Prai e al Grappa. Controlla inoltre tutta la piana di Cismon ed è in comunicazione visiva con lo sbocco della valle del Cismon e della gola di Primolano; ai suoi piedi si snoda la strada regia. Le due rocchette (alta e Bassa) sono contigue tra di loro e formano un unico sistema difensivo; la stessa descrizione succinta del Regesto dei possedimenti del Comune di Vicenza del 1262 lo suggerisce riferendosi ad una rocca costruita come un castello e che ha superiormente una torre. Questa fortificazione si inserisce nella catena di posti di guardia e di avvistamento posti lungo il Canale di Brenta e risalenti ad epoca romana imperiale (III° secolo) e probabilmente ad epoca anche più antica.
- Saccon. Da saccus, insenatura senza via d’uscita.
- San Marco, al capitello di. Presso il Colle di San Marco.
- Scuffette, alle. Diminutivo da Scafa che significa ‘cengia, sporgenza di roccia’ con la sottostante cavità o riparo.
- Seghe Vecchie. E’un vecchio impianto paleoindustriale. Collocato sulla Brenta forse presso la Val dei Ponti.
- Sotto e fora. Sotto, cioè più in basso della contrada della chiesa e fora del nucleo antico del paese.
- Stazio. Ampia area tra il Ponte sul Cismon e il Tombion- Piovega. Luogo di deposito e custodia, in valle particolarmente del legname presso i porti fluviali o le segherie.
- Termine. E’ al confine meridionale con San Nazario un tempo con Cassola e prima ancora con la pieve di Solagna; era segnato con un cippo cardinale in pietra.
- Tombion. Il contesto territoriale è quello del Pedancino, della Piovega (ponte e strada) e del Butistone. I ritrovamenti delle statuette di Mercurio ed Ercole rimandano ad un santuario di passo. Il toponimo si richiama a tomba ‘sporgenza di terreno’ come si ritrova ad Oliero con tomba dei bora. E’ da aggiungersi anche un significato attinente a condotto d’acqua e la collocazione orografica lo suggerisce; si tratterebbe, in questo caso di un idronimo, come idronimo, per altro verso è tomba dei bora ad Oliero e bora a Campese.
- Val dei Ponti. Solco vallivo profondamente inciso e scosceso con una cascata sopra il ‘bosco delle fontane’. Qui ‘ponte’ è da intendersi come ‘passaggio’ (Pellegrini p.330).
- Val della Giozza. Vedi Giozza.
- Val della Nassa. Nassa significa ‘fontana’ o sorgente; luogo molto umido e con piccole sorgenti.
- Val della Tignolla.
- Val delle Foje. Da fodere, scavare, qui con la valenza di ‘fosse’ (Pellegrini, p. 263).
- Val Longa. Da longus, luogo allungato e che si restringe e anche ‘canale’ (Olivieri, p. 82).
- Val Occhera. Val Orchera. Forse: Val Dorchera/Docchera?; a Chioggia ‘orca’ vale fossa(Olivieri, p. 134); orco - orcus è luogo oscuro e profondo, quindi pauroso.
- Val Scura. Da collegarsi con germanico skuro ‘limite - riva’o con l’antico altotedesco scorro ‘scoglio’? ( Francovich Onesti, p. 117). Aggettivo da obscurus / scuro? Con significato di ‘oscuro’ o nero/grigio dal colore della roccia e dal luogo orrido e con poca luce.

Data di pubblicazione: 3 ottobre 2010
Disqus