25 febbraio 2012
EMERGENZA SICCITÀ Il Brenta con poca acqua. Ingenti danni alla flora ittica

Continua la morìa di pesce

Il Gazzettino 25/02/2012

L’emergenza siccità sta provocando danni alla flora ittica del fiume Brenta. Non sono
infatti bastate la spruzzatina di neve e la pioggia di giorni scorsi per risolvere il
problema e la morìa di pesce continua.
«Una cosa è certa: l’acqua che avevamo gli anni scorsi non c’è più. Nella diga
del Corlo e nel torrente Cismon - spiega Danilo Cuman, presidente del Consorzio di
Bonifica Pedemontano Brenta - si cerca di accumularla in modo che ce ne sia a
sufficienza anche per il pesce che vive nel fiume. Secondo le disposizioni regionali in
autunno gli invasi montani (nel nostro caso il Corlo, a suo tempo costruito anche per
l’agricoltura e dove viene anche prodotta energia idroelettrica) - continua - devono
essere tenuti bassi di livello con poca acqua in modo che le piogge e le nevicate
invernali non alzino troppo il livello dell’invaso costringendo a scaricare l’acqua sui
fiumi in modo eccessivo. Visto che questo inverno è stato molto secco il Corlo è
scarso d’acqua, speriamo che le piogge arrivino in fretta ed assai copiose altrimenti
questa estate sarà un grosso problema non solo per il Brenta, ma anche per gli altri
corsi d’acqua che interessano il nostro Bacino».
E i deflussi minimi vitali?
«L’Enel ha reso definitivo l’ampliamento del dmv sul torrente Cismon, portandolo
dai 0,5/1 mc precedenti agli attuali (da gennaio) 3/3,5 mc. È un grande risultato frutto
degli incontri e dell’operato del Bacino acque fiume Brenta per la rideterminazione
del deflusso minimo vitale del nostro bacino. Per rendere meglio l’idea si tratta del
10% in più sui 30 metri cubi di portata».
Sono in molti, pescasportivi in primis, a chiedere delucidazioni a Cuman al
proposito. Presidente, che risposta si sente di dare?
«A nessuno piace osservare il Brenta così a secco con i conseguenti danni alla
fauna ittica. Però il Consorzio non può pensare solo al Brenta ma anche ai molti altri
corsi d’acqua del territorio. L’unica speranza è quella di precipitazioni abbondanti in
modo che si riempiano gli invasi che abbiamo in montagna e siano d’aiuto anche ai
nostri corsi d’acqua".
Il Consorzio di Bonifica nel frattempo ha comunicato che a breve inizieranno
importanti lavori per l’automatizzazione delle porte sulla presa Medoacus, in modo
da rendere automatico il prelevamento in funzione della portata in arrivo da nord.
Sarà inoltre pulito l’ingresso della scala di monta bassanese, al fine di facilitare
l’afflusso d’acqua a sud, anche in casi di scarsa alimentazione

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Data di pubblicazione: 8 marzo 2012
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