Gli Abitanti delle Grotte

La Valle del Brenta deve il suo aspetto attuale ad una lunga e profonda azione del carsismo che ha modellato valli, versanti scavando centinaia di grotte ed anfratti. Questi spazi ed ambienti bui ed inospitali ma dal fascino misterioso che ogni anno incanta speleologie e naturalisti sono in realtà delle fucine dell’evoluzione. Animali strani ed isoliti abitano l’oscurità del sottosuolo, adattati a vivere al buio in una ambiente completamente diverso da quello di superficie attraverso forme e colori straordinari. Questo percorso consente di avvicinarne alcuni ed esplorare il loro mondo.

1. Museo di Speleologia e Carsismo A. Parolini (Valstagna)
Presso il museo situato alle Grotte di Oliero è possibile conoscere i meccanismi con cui le grotte si formano e i processi con cui la vita le abita. Alcuni esemplari sono qui conservati per introdurre e rappresentare i più significativi elementi della biospeleologia.

2. Parco naturale delle Grotte di Oliero (Valstagna)
Famose in tutto il mondo le Grotte di Oliero sono il più importante dotto collettore dell’imponente sitema carsico dell’Altipiano di Asiago ed il loro ingresso è aperto al pubblico e facilmente esplorabile. Il parco naturale che le circonda è un meraviglioso esempio di ambiente di transizione tra la faggeta montana e la vegetazione igrofila che spesso spesso si trova all’ingresso degli ambienti ipogei.

3. Laboratorio biospeleologico (Grotta) di Ponte Subiolo (Valstagna)
Una laghetto turchese nascosto e magico che cela una delle più profonde e misteriose sorgenti valclusane d’Europa. Una grotta fossile dove è stato allestito un laboratorio per studiare l’evoluzione e gli adattamenti della vita in grotta, rifugio di pipistrelli e altre misteriose creature, visitabile su richiesta per un limitato numero di visitatori all’anno per l’imitare l’impatto dell’uomo su questo ambiente così straordinario quanto delicato.

4. Grotta militare “La Galleria di Angelo” (San Nazario)
Una grotta artificiale scavata al tempo della Grande Guerra al Merlo, contrada di San Nazario, che è stata ora ripristinata e resa accessibile del Gruppo Grotte Giara Modon che narra la vita in grotta dell’uomo nelle parentesi più buie della sua storia e che ora è stata colonizzata da piccoli invertebrati cavernicoli e rari pipistrelli rinolofidi che con un po’ di fortuna possono essere avvistati durante la visita.

Data di pubblicazione: 31 agosto 2014
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