Video e abstract degli interventi al convegno del 3 dicembre 2011

Delineate le tematiche per il lavoro dei focus group che verranno attivati nei prossimi mesi

Dopo un periodo iniziale di conoscenza e di primo coinvolgimento della popolazione, lo scorso 3 dicembre l’Osservatorio del Paesaggio ha proposto un primo momento di riflessione sulle tematiche più rilevanti per il paesaggio del Canale di Brenta. Lo “sguardo dall’esterno” degli esperti ha offerto un quadro di riferimento globale entro cui interpretare potenzialità e criticità del territorio locale.

Si è trattato di una prima tappa per il lavoro dei focus group che verranno attivati nei prossimi mesi, nei quali ciascun tema verrà analizzato e discusso, elaborando proposte che saranno raccolte dall’Osservatorio e presentate ai decisori.

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“Il Paesaggio e i valori ambientali” Nadia Breda, Università di Firenze.

Nadia Breda, antropologa, parte dal concetto di terzo paesaggio, coniato dal francese Gilles Clément, per porre l’attenzione su quei luoghi dai quali l’uomo si è ritirato ed ha nuovamente consentito una ri-naturalizzazione. Questi paesaggi “indecisi”, per i quali solitamente si prova un senso di straniamento, sono ben rappresentati dai terrazzamenti del Canale di Brenta, negli ultimi decenni riconquistati dal bosco. Questo senso di precarietà sensoriale che questi luoghi ci comunicano, che viene a determinarsi grazie anche all’approccio metodologico di ecological restoration, va ad impattare fortemente contro il concetto di naturalismo di stampo prettamente occidentale. Nadia Breda ricorda che esistono almeno altri tre modi di rapportarsi alla natura e pone la questione: “Ma come facciamo a trovare un rapporto con la natura che ci soddisfi?” Abbiamo tutte le informazioni necessarie per capire che la natura è un soggetto attivo con il quale dobbiamo interagire e confrontarci.

“Il Paesaggio e il lavoro” Emanuele Plata, Planet life economy foundation, Milano.

Emanuele Plata afferma che se l’obiettivo finale è la rivitalizzazione del territorio del Canale di Brenta si deve perseguire la valorizzazione dello stesso e delle sue imprese grazie alla leva competitiva della sostenibilità. In questo senso l’approccio alle tematiche mediante focus group partecipati risulta ottimale e questa fase dovrebbe dare la comprensione del territorio a partire dalla sua corretta ed attuale perimetrazione (omogenea geoculturalmente). Da questa fase il suggerimento del relatore è quello di procedere nel coinvolgimento delle imprese da informare da subito, onde evitare che diventino soggetti antagonisti, e sviluppando con loro la definizione dei fattori prioritari della sostenibilità per macrosettore: agricoltura – manifatturiero – servizi, facendo poi seguire una perlustrazione a tappeto su tutte le imprese per capirne il posizionamento strategico-competitivo e da qui identificare i fattori critici intercettati e non, così da disporre di un potenziale piano d’azione dal micro al macro. Questo piano d’azione dovrebbe declinarsi, dal punto di vista dell’impresa, in dinamica del valore aggiunto e, dal lato della comunità, in dinamica del benessere equo sostenibile. Quest’ultimo indicatore composito è oggi elaborabile sotto il controllo dell’ISTAT e del CNEL dichiaratamente interessate a sperimentazioni locali.

“Il Paesaggio e l’abitare” Gianpiero Dalla Zuanna, Università di Padova.

Gianpiero Dalla Zuanna ha evidenziato alcune particolarità del Canale di Brenta, nella fattispecie Cismon del Grappa e Valstagna, rispetto ai dati della provincia vicentina, che impongono una serie di riflessioni. Partendo dal dato iniziale che il fenomeno dello spopolamento, in queste realtà marginali, ha generato un flusso costante di migranti fino agli anni ’60, il trend si mantiene ampiamente negativo. Infatti in valle la popolazione di ultra ottantenni risulta essere il 10% del totale, mentre a Vicenza solo il 5%, e parimenti la natalità quasi la metà di quella del capoluogo. Le risposte a questo stato di cose sono da ricercarsi nell’incapacità del sistema popolazione di mantenere sul posto le giovani generazioni. Per invertire questa tendenza “al ribasso”, secondo il relatore, le amministrazioni dovrebbero cercare di rendere appetibile dal punto di vista residenziale questi luoghi ad utenze lavorative ad ampio raggio garantendo al contempo un livello di pendolarismo efficiente. Altra carta da giocare è garantire opportunità di vita simili a chi vive in contesti urbani, come mandare a scuola i propri figli in scuole adeguate e di qualità, un’efficiente attività sportiva e associativa e favorire nelle famiglie la gestione del lavoro e della cura dei bambini.

“Il Paesaggio e la mobilità” Stefano Ciurnelli, T.P.S., Perugia.

L’intervento del relatore parte dal presupposto che esiste un rischio tangibile, dal punto di vista della mobilità, per quei territori che sono interessati alle grandi reti. Interi brani di paesaggio vengono occultati, e con loro le comunità che in quei luoghi vivono. Ne sono un esempio gli abitati di Merlo (San Nazario) e, più a nord, Costa e San Marino (Valstagna-San Nazario). Un’interessante osservazione viene dall’evidenza che ogni qualvolta che la S.S. 47 Valsugana incontra lungo il suo percorso territori dotati di una grande complessità (come ad esempio il Canale di Brenta o, più a nord, i laghi di Levico e Caldonazzo) rimane di fatto incompiuta; rimane cioè ad una corsia per senso di marcia rispetto alle 4 corsie del pedemonte o del troncone trentino. Questo, che all’apparenza potrebbe risultare un disvalore, potrebbe viceversa diventare strategico se il sistema valle tornasse ad avere il ruolo storico di cerniera per cui si è, da sempre, contraddistinto. Bisogna ripensare al modello di mobilità presente in valle attraverso un progetto complesso che preveda una multiscalarità effettiva (trasporto su gomma, ferro, ecc.) realizzabile per fasi successive. Favorire una fruibilità dolce dei versanti e investire sull’elettrificazione della linea ferroviaria da Venezia a Cismon garantirebbe un’inclusione nella rete veneta del trasporto pubblico locale che, a sua volta, aprirebbe la strada al collegamento con altri comprensori soprattutto della zona del feltrino.

Data di pubblicazione: 7 gennaio 2012
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